Cos'è il digital signage
Per digital signage si intende qualunque schermo usato per comunicare in uno spazio fisico: la vetrina di un negozio, il menu sopra il banco di un ristorante, il maxischermo di uno stadio, il ledwall su una facciata in città. A differenza di un cartello stampato, il contenuto cambia quando serve: per orario, per luogo, per pubblico, senza ristampare nulla e senza andare sul posto.
Come funziona: schermi, player e software
Un impianto di digital signage è fatto di tre parti che lavorano insieme.
- Gli schermi: monitor professionali, ledwall, videowall, totem, ma anche bilance, kiosk e tablet.
- Il player: il dispositivo che riceve i contenuti e li manda in onda. Può essere un PC, un box dedicato o il processore già integrato nel monitor.
- Il software di digital signage: la regia da cui si caricano i contenuti, si costruisce il palinsesto, si controlla che ogni schermo sia acceso e si misura cosa è andato in onda.
Con FluidNEXT il software è in cloud e si usa da browser. Sui monitor professionali Samsung, LG e Android gira direttamente dentro lo schermo, senza PC player; per ledwall e videowall c'è FluidNEXT Player; qualunque device con un browser può diventare uno schermo con un semplice link.
Dove si usa il digital signage
Retail e ristorazione
Vetrine, menu board, monitor di reparto, listini, bilance e casse: il punto vendita comunica prezzi, promozioni e novità e può ospitare campagne dei brand.
DOOH: pubblicità in città
Ledwall, maxischermi e circuiti in strade, aeroporti, fiere e grandi spazi: il digital out of home vende spazi pubblicitari su schermi digitali, anche in programmatic.
Sport ed eventi
Bordocampo LED, ribbon, maxischermi e scoreboard: tutto lo stadio va in onda da un'unica regia, con gli sponsor in rotazione e cambi di palinsesto anche a partita in corso.
Dal digital signage alla pubblicità: DOOH e retail media
Uno schermo che comunica può anche vendere spazi. Nel DOOH le concessionarie vendono campagne per impression sugli impianti del circuito; nel retail media i punti vendita diventano un mezzo pubblicitario per i brand che vendono nei loro scaffali. Servono tre cose: un palinsesto che distribuisca le campagne per audience e fascia oraria, il collegamento ai marketplace programmatic e il proof of play, cioè la certificazione di ogni uscita.
Un esempio: nei punti vendita Esselunga schermi, bilance, self scanning e radio in store in 192 punti vendita sono venduti ai grandi brand da FluidNEXT Media, con messa in onda certificata.
Come scegliere una soluzione di digital signage
- Parti dagli schermi che hai già: verifica se il software gira dentro i monitor professionali senza PC.
- Chiedi come vengono monitorati gli schermi e cosa succede se cade la rete.
- Se vuoi vendere pubblicità, verifica proof of play, vendita per impression e programmatic.
- Valuta sicurezza e assistenza: certificazioni, help desk, lingua e orari.
- Pensa ai contenuti: un video per la TV non funziona su un menu board verticale o su un ledwall da 30 metri.
Approfondiamo ognuno di questi punti nella guida su come scegliere un software di digital signage.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra digital signage e DOOH?
Digital signage è il termine generale per gli schermi che comunicano in uno spazio fisico. DOOH (digital out of home) indica l'uso di quegli schermi per vendere pubblicità fuori casa, per esempio su ledwall in città, in aeroporti e fiere.
Serve un PC per ogni schermo?
Non sempre. Con FluidNEXT i monitor professionali Samsung, LG e Android non hanno bisogno di un PC player: il software gira dentro lo schermo.
Digital signage e segnaletica digitale sono la stessa cosa?
Sì, segnaletica digitale è la traduzione italiana di digital signage. Nel settore si usa quasi sempre il termine inglese.
Il digital signage può generare ricavi?
Sì. Gli schermi possono ospitare campagne di brand e inserzionisti, vendute direttamente o in programmatic: è il modello del DOOH e del retail media.